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Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0: come cambia la sanità digitale dopo il PNRR

Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0: come cambia la sanità digitale dopo il PNRR

15/04/2026 - 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato un acceleratore senza precedenti per la trasformazione digitale della sanità italiana. In pochi anni, strumenti come il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) 2.0, la Telemedicina, l’Intelligenza Artificiale, le infrastrutture cloud e la connettività ad alta velocità sono entrati stabilmente nel funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale. Con la conclusione del PNRR prevista a metà del 2026, la sfida principale non è più avviare nuovi progetti, ma dare continuità e stabilità a quanto realizzato.

La sanità digitale del futuro non può essere ridotta a un insieme di soluzioni tecnologiche. Strumenti come il FSE 2.0 devono essere pensati come servizi pubblici a supporto delle persone, semplici da utilizzare, inclusivi e rispettosi dei diritti. La digitalizzazione della sanità richiede quindi un equilibrio tra innovazione tecnologica e attenzione ai bisogni delle comunità, affinché i servizi digitali rafforzino il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni.

In questo quadro, il FSE 2.0 svolge un ruolo centrale come infrastruttura di collegamento tra i diversi ambiti dell’assistenza sanitaria. Non si limita a raccogliere documenti clinici, ma consente di integrare le informazioni provenienti da ospedali, servizi territoriali e altri attori del sistema sanitario, favorendo una presa in carico continua del cittadino lungo tutto il percorso di cura. Perché questo modello sia efficace, agli investimenti tecnologici devono affiancarsi investimenti strutturali in formazione del personale sanitario, sviluppo delle competenze digitali e coinvolgimento attivo dei cittadini.

Uno dei principali elementi su cui si giocherà il futuro del FSE 2.0 è l’interoperabilità. Affinché i dati possano essere davvero utili, i sistemi devono non solo essere connessi, ma anche in grado di attribuire lo stesso significato alle informazioni. Oggi questo livello di integrazione non è ancora pienamente raggiunto: una parte significativa dei progetti regionali non ha completato la componente semantica, indispensabile per permettere ai sistemi di dialogare in modo efficace. Senza una base dati coerente e condivisa, il potenziale del FSE 2.0 e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale rischia di rimanere parzialmente inutilizzato.

Per affrontare queste criticità è necessaria una governance chiara e condivisa tra Stato e Regioni. In questa direzione si inserisce la costituzione dell’Agenzia Sanitaria Digitale presso Agenas, chiamata a coordinare e programmare l’evoluzione della sanità digitale, valorizzando al tempo stesso il ruolo dei territori. Le Regioni restano infatti protagoniste dell’innovazione: gestiscono i sistemi, valorizzano i dati e le competenze locali e garantiscono che il FSE 2.0 risponda ai bisogni concreti dei cittadini, all’interno di un quadro comune di regole, interoperabilità e sicurezza.

Nel biennio 2023-2024 sono state poste le basi del nuovo FSE 2.0 e dell’Ecosistema dei Dati Sanitari, destinati a diventare il motore informativo del Servizio Sanitario Nazionale. Entro giugno 2026 tutte le Regioni dovranno garantirne la piena operatività, completando:

  • l’inclusione della sanità pubblica e privata accreditata;
  • la diffusione del Profilo Sanitario Sintetico;
  • l’attuazione del Dossier Farmaceutico;
  • la formazione del personale sanitario.

Le fasi successive guardano oltre la scadenza del PNRR. I dati sanitari rappresentano una risorsa strategica per prevenzione, personalizzazione delle cure e ricerca clinica. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale si sta affermando come uno dei principali fattori abilitanti della sanità digitale: già oggi viene utilizzata per la gestione delle liste d’attesa, l’analisi dei referti, la diagnostica predittiva e il supporto alle decisioni cliniche. Perché questi strumenti possano esprimere tutto il loro potenziale, sono però necessarie infrastrutture adeguate, regole chiare sulla governance dei dati e un forte investimento nelle competenze digitali.

Un ruolo strategico è svolto anche dalla sanità territoriale. L’integrazione tra Telemedicina e FSE 2.0 consente di costruire percorsi assistenziali realmente continui, in cui i dati raccolti tramite il telemonitoraggio domiciliare confluiscono nella storia clinica del cittadino e sono immediatamente disponibili per i professionisti sanitari. In questo scenario, le Case di Comunità diventano il luogo in cui l’innovazione digitale si traduce in prossimità, presa in carico e continuità delle cure.

Il Portale Salute del Cittadino si colloca all’interno di questo percorso come punto di accesso web al FSE 2.0. Attraverso il Portale, cittadini e operatori possono accedere alle informazioni sanitarie, orientarsi tra i servizi digitali disponibili e utilizzare in modo più consapevole gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario.

Il futuro del FSE 2.0 dipende quindi dalla capacità di adottare una visione sistemica e di lungo periodo: superare la frammentazione dei progetti, investire in interoperabilità, semplificazione normativa e sviluppo delle competenze, e valorizzare i dati come patrimonio pubblico al servizio della salute. Solo così la sanità digitale potrà consolidare i risultati del PNRR e continuare a evolversi come un sistema moderno, sicuro e realmente centrato sulla persona, accessibile anche attraverso il Portale Salute del Cittadino.

Per consultare il proprio FSE 2.0 è necessario disporre di credenziali SPID, CNS o CIE. L’accesso può avvenire tramite l’app SINFONIA Salute, disponibile su App Store e Google Play, oppure attraverso Browser sul sito sinfonia.regione.campania.it.